Il progetto

Cosa è Diversamente Speleo?

Non ci sono limiti alla fantasia dell’uomo, non c’è nulla che la volontà non possa rendere reale, ci impegniamo tanto per rincorrere i nostri sogni e agguantarli, stringerli a noi e goderne. Le difficoltà vanno superate (questa è una delle regole base della speleologia, anzi, più una grotta è difficile, più ci si diverte ed il sifone finale ha il sapore di una conquista epica!), ma ci sono casi in cui il loro superamento è legato all’esperienza, alla conoscenza dei luoghi ed al lavoro di squadra. Il nostro mondo è concepito e realizzato per una sorta di essere mitologico asessuato, non si ammala mai, non invecchia mai e soprattutto è sempre alto (nella media) forte ed autosufficiente… notizia dell’ultim’ora: quell’uomo non esiste!

Esistono invece bambini, con manine e piedini piccoli e non proprio alti, anziani con i loro acciacchi più o meno gravi (testimonianze di esperienza e di vita vissuta), persone sovrappeso o estremamente fragili ed esili, esistono persone che non chiedono altro che essere autonomi e potersi muovere nel mondo senza limiti dovuti a muretti, barriere, automobili impazzite (loro, mica i proprietari…), marciapiedi e scale;  proprio quelle scale che da millenni oramai rappresentano la voglia dell’Uomo di avvicinarsi al divino, di elevarsi al di sopra di tutto e di tutti. Bhè, dopo millenni ancora non ci è chiaro che la vera elevazione a cui si dovrebbe agognare è quella dello spirito e non servono scale o rampe o altro per salire perché sarebbe sufficiente pensare ad un mondo accessibile a tutti. Ad oggi purtroppo, salvo poche ma radicate e professionali realtà sparse per il mondo, il concetto di accessibilità, per tutti coloro che non possono essere annoverati nella categoria del citato essere mitologico, rimane una sorta di leggenda metropolitana, una favola dal sapore triste che da solo rassegnazione.

Diversamente Speleo nasce da questo tipo di considerazioni; come detto prima non c’è nulla che la volontà non possa affrontare e superare, come quando ci rivolgiamo al commercialista o al medico, egli mette a nostra disposizione conoscenza e tecniche che a noi mancano, così noi mettiamo a disposizione le nostre braccia e gambe e conoscenza dei posti e delle tecniche a chi ne ha bisogno; viceversa i nostri amici, i neofiti delle grotte, bimbi, anziani, persone con disabilità, ci restituiscono sorrisi ed emozioni sincere che è quello che manca a noi tutti oggi. E’ un mutuo scambio, neanche tanto equo poiché, alla fine dell’esperienza in grotta, chi ci guadagna di più è chi ha scoperto che non basta essere atletici e forti per essere felici ma è necessario aprire il nostro cuore e farvi entrare tutta la luce che un gesto d’amore ci restituisce. Fino a quando i nostri occhi non riusciranno ad vedere oltre le forme e le dimensioni non potremo definirci esseri civili ed avanzati e fino a quando non inizieremo a progettare un mondo prendendo in considerazione tutte le splendide differenze che ci rendono esseri umani, non potremo dire di saper vedere…

C’erano una volta, e ci sono ancora, due bambini, di cui uno disabile; forse sognavano entrambi di fare l’astronauta da grande…. Oggi fanno speleologia, insieme!

Luca  Cuttitta