Diversamente Speleo Centroitalia 2016

Eran 300 erano giovani e diversamente speleo…

Alla Grotta Beatrice Cenci in Abruzzo, 50 diversamente speleo, con cinquanta accompagnatori e 200 speleologi dall’Abruzzo, Marche, Lazio, Umbria, Campania, Emilia Romagna e altri luoghi non identificati, associati o meno a CAI, SSI, cani sciolti, volontari, hanno dato vita al più numeroso “Diversamente Speleo” mai visto finora in Italia; il tutto maniacalmente diretto da una WonderWoman d’eccezione: Alejandra Meda, che ha coordinato tutto il grande gruppo eterogeneo che ha affollato la valle abruzzese che sovrasta Cappadocia.


Nella foto, io e Simona

Non ce la faccio a non essere retorico.

Diversamente Speleo abbatte barriere, disintegra preconcetti
Quelli miei personali prima di tutto. Sembra così lontano quel primo timido approccio con i ragazzi disabili, quando un esperto e pratico Teo Turci a Bellegra qualche anno fa ci dava indicazioni su come comportarci con i ragazzi che accompagnavamo.
La paura mia, una vera fobia, di rapportarmi con un disabile “e adesso che gli dico…” oggi sembra, è, una grossa stupidaggine.

Perchè quei “diversi” oggi sono amici miei, gente con cui ho fatto quattro o cinque grotte! Fabio, Simona, Aurelio, Gabriele, Romina, Giulio, Giotto, Carlo: amici di grotta e di bevute. “ci vediamo al raduno che quest’anno è vicino a voi”… sono ormai della famiglia, tutti!

La giornata inizia presto a Verrecchie, anzi è cominciata il giorno prima con un nutrito gruppo di speleologi che bivacca sul posto dalla sera precedente.
Alle 8.00 inizia una processione ininterrotta di macchine, che scaricano persone, attrezzature, angurie, sacchi di pane, teloni, tavoli, panche, tabelloni, carrozzine, barelle, tutto in quantità industriale.
Ognuno sa quello che deve fare, ognuno ha il suo compito. Io reduce da paraculite polmonare sono “addetto all’accoglienza”, praticamente saluto tutti quelli che arrivano, con attenzione alle comitive di disabili da far attendere.
La segreteria si mette in moto, la cambusa incomincia a dare un senso ai quintali di roba commestibile arrivata, qualcuno affetta panini tutto il giorno, l’odore di porchetta si diffonde nell’aria.

L’attesa, al fresco di strutture montate dai volontari di qualche protezione civile, è pesante; sto pensando che oggi non ce la faremo: abbiamo una marea di gente da accompagnare, li dobbiamo far aspettare tanto, ci sono i capibarelle e i gruppi da assegnare ad ogni disabile che arriva.
I sopralluoghi sono stati fatti ma vengono ripetuti, un bel gruppo di capibarella va a verificare il percorso, frotte di persone colorate con magliette sgargianti attraversano il prato in tutte le direzioni. La colazione è pronta: dolci, crostate, pasticcini, ciambelloni, cantucci, acqua, tanta acqua, alle dieci di mattina gira anche il vino.
E’ un marasma mentre continuano ad arrivare pulmini, carrozzine, vecchi amici, facce viste a cui non riesco ad associare un nome, facce viste agli speleobar, facce da festa, facce felici.
E poi ci sono loro, i ragazzi da accompagnare, e adesso che è passato un giorno mi accorgo che quella paura del diverso non ce l’ho più, che mettersi con loro è la cosa più bella del mondo, per la spontaneità di tanti di loro, per il loro sorriso.
Gli accompagnatori si rilassano e si creano rapporti diretti, oserei dire “veri” tra gli speleologi e i ragazzi.
Ebbene si parte, frotte colorate si avviano a gruppetti verso la grotta, che è il pretesto per una giornata davvero diversa.
Tutto procede per il meglio, i cani si azzuffano, i figli perdono i genitori, un bagno si attappa, continua ad arrivare gente.
Il pipistrello è l’animale più riprodotto: sugli adesivi delle macchine, dei pulmini, delle magliette colorate, pipistrelli appesi, volanti, stilizzati, pipistrelli a forma di biscotto e biscotti a forma di pipistrello, caschetti, decine di caschetti e tikka.

In un mondo fuori dal mondo una bolla di umanità si ritrova insieme in diversamente speleo. Amici vecchi e nuovi.

La Magia si rinnova. Sempre. L’impossibile diventa possibile, non solo portare un disabile in grotta, il senso della giornata è rompere gli schemi, rompere barriere mentali. Stiamo insieme tutti, età diverse, provenienze e preparazione diversa.
Pipistrelli e carrozzelle.

La Magia continua a rinnovarsi di anno in anno, ovunque, esplode in mezza Italia, domenica prossima ci saranno i non vedenti su corda in Toscana e i gemelli di Forlì in barchetta alla risorgenza di Oliero, poche settimane fa i siciliani sono andati nelle grotte vulcaniche, il Piemonte farà il suo Diversamente Speleo presto a Bossea, il Friuli Venezia Giulia include i ragazzi “diversamente speleo” con problemi sociali, si è già fatto in anni passati in Puglia, Umbria, Liguria, Emilia Romagna, Veneto.
Diversamente speleo è bello perchè è vario.

Indietro non si torna.

Si può fare!
Andrea Scatolini

Fonte:http://www.scintilena.com/eran-300-erano-giovani-e-diversamente-speleo/06/27/

Diversamente Speleo – 5 Luglio 2014 – Buso della Rana

Diversamente Speleo – 5 Luglio 2014 – Buso della Rana

120 grazie a tutti i partecipanti, 120 buoni motivi per stare assieme, 12o i partecipanti tra accompagnatori e ragazzi disabili che per un giorno hanno potuto visitare una grotta affascinante per la sua storia geologica e quella esplorativa facendo qualcosa di diverso: gli uni perché hanno potuto vivere delle emozioni molto forti che sono anche difficili da raccontare se non sono vissute personalmente e gli altri perché hanno sfidato la loro condizione fisica grazie alla volontà, al coraggio ed alla determinazione.

Tra i tanti ragazzi che sono entrati in grotta, i gemelli Giulio e Giotto dalla nascita sulla sedia a rotelle oramai sono alla loro quarta esperienza in grotta e sono diventati degli esperti che grazie alla loro esperienza aiutano altri ragazzi, anche con disabilità minori, ad andare oltre. Ma anche Alice che era accompagnata da suo padre il quale durante il giro in grotta entusiasta le diceva “siamo entrati anche in grotta … ci pensi … anche in grotta!!!” oppure Luisa che è entrata in grotta assieme a suo marito ed alla figlia Claudia che faceva a tutti un sacco di domande su come si formano le stalattiti e le stalagmiti, sulle piccole creature che vivono nelle grotte e tante altre.

Tantissime le manifestazioni di interesse e i supporti che sono stati forniti allo Speleo Club Forlì del CAI di Forlì che ha organizzato la giornata.

Oltre al patrocinio della Federazione Speleologica della Regione Emilia-Romagna (FSRER), della Scuola Nazionale di Speleologia (SNS) del Club Alpino Italiano (CAI), del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e del Comune Monte di Malo (VI), l’S-Team di Sandro Sedran ha filmato l’intera iniziativa, Giancarlo del Gruppo Grotte Trevisiol del CAI di Vicenza, la Coop. Biospheara e la struttura vicina alla grotta, Incantamonte, hanno supportato gli aspetti logistici.

I gruppi che hanno dato il loro importantissimo contributo provenivano da tutta Italia: Trentino, Lombardia, Liguria, Umbria, Abruzzo e ovviamente Veneto ed Emilia-Romagna.

Un grazie va a tutti loro che hanno dedicato una intera giornata agli altri, a chi è meno fortunato e che credo si siano sentiti arricchiti, tornando a casa.

Ma soprattutto un abbraccio ai ragazzi delle cooperative che hanno creduto nel valore umano, terapeutico e perché no, ludico di questa iniziativa.

L’augurio è come sempre che queste giornate, che sono anche il frutto di sforzi, capacità ed esperienze messe in campo, possano essere un seme che darà i propri frutti in tutta Italia e anche oltre e che il movimento “Diversamente Speleo” diventi sempre più una realtà consolidata.

Per vedere foto, filmati e commenti potete visitare la pagina FB del gruppo Speleo Club Forlì e della pagina Diversamente Speleo.

Comunicato stampa SCF (www.speleoclubforli.it; info@speleoclubforli.it) – Elisa Ponti

Le foto sono state gentilmente offerte dal S-Team (CAI Dolo).

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Diversamente Speleo Bellegra 2014

Domenica 29 giugno si è rinnovato l’appuntamento Diversamente Speleo nelle Grotte dell’Arco di Bellegra (RM). Il progetto è nato da un gruppo di speleo-amici che ha creduto fosse possibile far condividere il loro mondo a chi vede la propria vita tutti i giorni costellata di difficoltà e barriere. Spesso quest’ultime soprattutto di natura mentale. Diversamente Speleo nasce così tre anni fa dall’esperienza, la condivisione e le conoscenze tecniche fuse insieme per regalare a dei ragazzi una giornata piena di divertimento e soprattutto di emozioni forti, uniche ed irripetibili.E’ la seconda volta che la grotta di Bellegra accoglie i “diversamente speleo”.La prima volta nel giugno del 2012, l’anno successivo si è sbarcati a Frasassi e quest’anno l’evento, che è stato patrocinato dalla Società Speleologica Italiana, si è gemmato in molte iniziative regionali: dall’Umbria alla Sicilia, alla Puglia, al Veneto.

Nello stupefacente scenario delle Grotte dell’Arco di Bellegra si sono ritrovati speleologi da tutta l’Italia Centrale, in modo particolare provenienti dai gruppi dell’Abruzzo, del Lazio e dell’Umbria per accompagnare una ventina di amici alla scoperta di questo mondo fantastico.
A distanza di qualche giorno il cuore mi suggerisce di dire a tutti i partecipanti che siete stati grandi! Che la giornata di domenica non sarebbe stata così splendida senza ognuno di voi! Ho trovato una perfetta sinergia, ho letto nei vostri cuori e nei vostri occhi, vi ho sentiti vicini in una esperienza che, avrete capito, è la parte più delicata di una speleologia per tutti. Ognuno di voi è stato indispensabile, disponibile, aperto all’incontro. Sono sicura che ciascuno di noi sia tornato a casa più ricco dentro. Siamo stati “portati” in grotta da 18 splendide anime, che ci hanno fatto riscoprire il gusto speleologico di tempi diversi, vissuti in sintonia e grande amicizia. Sono felice che questa esperienza sia stata condivisa dai meravigliosi gruppi abruzzesi, laziali e umbri che, dopo questa giornata, si sentiranno uniti da sentimenti che trascendono il tempo e lo spazio.

GRAZIE ANCORA, e vi abbraccio uno per uno, dandoci appuntamento alla prossima avventura!

Coordinatori dell’evento sono stati: Cristiano Ranieri, appartenente al Gruppo Vespertilio per la regione Lazio e Alejandra Meda, appartenente al GES CAI Pescara per la regione Abruzzo.

L’iniziativa è stata possibile grazie alle associazioni come l’Arcotenda Onlus che dall’Abruzzo ha partecipato con i loro ragazzi ed i loro familiari e alla Pro-Loco di Bellegra, oltre a tutti gli amici provenienti dal Lazio e dall’Abruzzo con le loro famiglie.

Un ringraziamento particolare ai tecnici del Soccorso Speleologico che sono stati presenti con il loro presidio ed ai tanti gruppi che si sono stretti in un grande cerchio di amicizia e di solidarietà:

Gruppo GES-CAI Pescara

Gruppo GGFAQ  L’Aquila

Gruppo GSA L’Aquila

Speleo Club Chieti

GSA Vespertilio Salisano

Gruppo La Stalattite Eccentrica Roma

Gruppo Speleologico CAI Le Talpe Rieti

Speleo Club Roma

Shaka Zulu Subiaco

Gruppo Montefascia Roma

Circolo Speleologico Romano

Gruppo Speleo Arcinazzo Romano

Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni

Gruppo Speleologico UTEC Narni

Associazione La Scintilena

Quando i sorrisi accendono il buio <3

Quando i sorrisi accendono il buio <3

Per ulteriori informazioni www.diversamentespeleo.org

contatti@diversamentespeleo.org

Bellegra – Grotta dell’Arco – di Carlo Catalano

29 giugno 2014

Oggi sono andato alla grotta dell’arco (a Bellegra) con Diversamente Speleo, stamattina mi sono venuti a prendere Andrea Scatolini, Luca del G.G.P. e Annalisa.

Abbiamo fatto 2 ore di viaggio (che mi sono passate abbastanza presto, sarà che ero concentrato sull’attesa per la grotta).
A Bellegra ho trovato mote persone tra cui: Elena che veniva da Sestri Levante (e io che credevo di venire da lontano!), con Elena ci ho fatto amicizia anche perchè mi ricordava un’altra Elena (le rassomiglia fisicamente quando era giovane, ci ho fatto, più di 30 anni fa il “challenge” era il 1° challenge misto!) su facebook è piaggia bella, poi ci stavano: Gioia Castronaro, Ambra Ciotti, Davide Di Berardino, Gianluca Cassano, c’era la presenza del soccorso alpino (oltre che con molti tecnici) con il delegato (anzi la delegata) Netta Rem Picci.
Poi ho trovato Alejandra e molti altri.
Quando sono arrivato mi hanno “imbarellato” e portato a braccia dentro (ho pensato “e se mi lasciano qui che faccio?” non l’ho detto perchè temevo facesse da … invito!!!!
Poi abbiamo pranzato con panini con la porchetta, insalata di riso il tutto annaffiato col vino (io ho bevuto l’acqua non perchè sono bravo ma perchè mi fa male), dopo ho scagliato anche il caffè.
Ho fatto delle foto che domani metto su facebook.

Diversamente Speleo Etna: la testimonianza di Francesco

Una decina di persone con patologie psichiatriche e un ragazzo in sedia rotelle hanno partecipato ad una escursione sull’Etna organizzata dagli speleologi del Gruppo Grotte CAI di Catania. L’iniziativa rientra in un circuito nazionale “ Diversamente Speleo” dove gli speleologi si mettono a disposizione di persone disabili per far loro provare la bellezza della natura.
Un’ escursione dove i volontari del Gruppo Grotte CAI di Catania hanno letteralmente portato di peso il giovane in sedia a rotelle ( Francesco, ormai anche lui uno speleologo) e seguito con attenzione le persone con patologie psichiatriche della comunità Noema di Sant’Agata Li Battiati (CT). A seguire le persone con patologie psichiatriche c’erano anche diversi operatori della comunità Noema. All’iniziativa è stata organizzata dal direttore del Gruppo Grotte CAI di Catania Giuseppe Priolo e da Alessandra Geraci una speleologa-psicologo, hanno partecipato anche speleologi di altre zone della Sicilia.

Cari amici,
vi voglio ringraziare e dirvi quanto mi avete regalato giorno 13, giorno del mio compleanno, non avrei mai immaginato di poter fare una esperienza simile, in quel momento avete fatto scomparire come x incanto la mia disabilità e io con Voi ho camminato e sono sceso in grotta con le vostre gambe. Mi sono molto emozionato, quando scesi in grotta il direttore Giuseppe mi ha suggerito di ascoltare la voce della grotta e di toccarne con la mano la volta per sentire i “denti di cane” di cui era ricoperta. La grotta del “Fico Sarbaggiolo” ci ha accolto con un intenso profumo, un misto di roccia vulcanica, un luogo veramente da scoprire, con la dettagliata spiegazione del direttore, sono entrato in simbiosi con la grotta, formatasi 1700 anni fa. L’abbraccio buio e roccioso della grotta e stata una forte emozione mai provata e spero di poterla ripetere presto. Le due pietre raccolte dal direttore per me, una liscia e levigata che soltanto le alte temperatura e pressioni possono riuscire formare e l’altra brillante e luminosa, sono il ricordo tangibile di questa escursione che mai dimenticherò.

La giornata si è conclusa con la bellissima notizia che anche io sono entrato a far parte della grande famiglia del Gruppo Grotte Catania, di questo devo ringraziare di cuore il direttore Giuseppe Priolo, il ringraziamento si estende a tutti quanti Vincenzo, Giuseppe 118, Alessandro, Giovanni, Nino, Vita, Concetto e per finire la mia cara amica dr.ssa Alessandra Geraci perché proprio grazie a lei ho conosciuto tutti Voi.

La lezione che ho ricevuto da questa esperienza è che nulla è impossibile all’uomo soprattutto se è circondato da veri amici, grazie
Francesco

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Testimonianza di una mamma speleodiversa

Diversamente Speleo…un’idea nata dentro la testa di un gruppetto di speleo-amici che avevano in comune un sogno: “la grotta per tutti”.
La tenacia, la convinzione, la determinazione, la condivisione hanno trasformato il sogno in realtà. Nulla è impossibile per chi, come me, crede che siamo tutti uguali sotto lo stesso cielo, che i limiti esistano solo nella nostra mente, nella nostra incapacità di guardare oltre i nostri personalismi e le nostre paure.
Diversamente Speleo non nasce come terapia, ma come puro divertimento in un clima di gioiosa condivisione e spensieratezza, all’interno di un ambiente che suscita un’infinità di sensazioni nuove, inesplorate.
Dalle Grotte di Bellegra nel 2012, alle Grotte di Frasassi nel 2013, Diversamente Speleo 2014 si estenderà a tutta l’Italia, dove si sta lavorando alacremente e in un clima di grande fraternità.
Il mio impegno personale, come quello degli ideatori, si concretizza in massima parte nel coordinamento, nel sostegno alle diverse realtà regionali, ma soprattutto nella testimonianza che tutto può diventare possibile quando si crede in un’ideale profondo: la diversità non esiste, esiste solo l’unicità di ciascun uomo che rende il nostro mondo più ricco e per questo irripetibile!

Il video che segue è la testimonianza di Tatjana, la mamma del piccolo speleo Aurelio: il nostro augurio? Che tante mamme possano seguire il suo esempio e il suo coraggio!

Alejandra Meda (Gruppo Speleologico GES –CAI Pescara).

Aurelio

TESTIMONIANZA DI TATJIANA ZULLI, MADRE DI AURELIO, DOPO DIVERSAMENTE SPELEO 2013 A FRASASSI (letta da Alejandra Meda al Convegno “Diversamente Speleo” svolto nell’ambito del Raduno spelologico di Casola 2013)

“Quanto mi piacerebbe essere lì a Casola a testimoniare quanto sia stato importante quel giorno con tutti voi nelle grotte.
Se magari qualcuno ti domanderà: Oh, ma c’erano anche bambini, non è pericoloso con loro in grotta? Allora rispondi, per favore, che è proprio questo che manca fortemente nella vita dei ragazzi con disabilità grave: un po’ di avventura, di pericolo (certo, controllato), un po’ di battito accelerato. E’ anche questo che fa crescere mentalmente un ragazzo dodicenne come Aurelio”

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Spes ultima dea! Di Carlo Catalano

“Spes ultima dea” il senso di quella frase è: la speranza è l’ultima a morire e proprio una speranza è stata alimentata a Frasassi, per molti sarà normale andare in grotta ma per me, in questo momento, è una cosa eccezionale, c’è stato un periodo (molti anni fa) che era una cosa abituale ma, adesso, se non mi portano altre persone è un mondo proibito!